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XFactor: It’s the end of the world (as we know it)

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N on è certamente un caso che l’inedito del trionfatore di questa dodicesima edizione di XFactor, il “cantautorapper” Marco Anastasio, si intitoli La fine del mondo . Perché – mutuando il titolo dal brano dei Rem rifatto poi in italiano da Ligabue – quella che è stata celebrata giovedì sera in un Forum di Assago rutilante di luci e suoni somiglia, perlomeno, alla fine del “mondo XFactor” come lo conosciamo. Dopo l’addio annunciato di Manuel Agnelli e quello, praticamente certo, di Fedez oltre all’incertezza sul futuro di Lodo Guenzi («nessuno mi ha chiesto di restare»: chissà perché, Lodo?), della megaproduzione che dovrà anche affrontare la questione del rinnovo contrattuale tra Sky e Fremantle resta praticamente un cumulo di macerie con in cima Mara Maionchi e l’immarcescibile Ale Cattelan ( voto bravo, 7+ ).

XFactor: dottore dottore, mi è venuta la Cherofobia

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Martina canta Cherofobia  alle audizioni (video.corriere.it) N on so voi, ma quest’anno io in linea di massima aspettavo solo la puntata di stasera. In un’edizione che si è dimostrata di alto livello ma soprattutto in un programma che è stato attraversato dalla polemica cover -inediti, in particolare per le cover di Anastasio (che sono dei veri e propri inediti), è il momento di capire se alle audizioni abbiamo tutti preso un abbaglio o se sì, quel piccolo miracolo che si è visto quando Martina Attili ha attaccato Cherofobia si ripeterà, e se questo pezzo crudo e autobiografico – scritto, non lo dimentichiamo, da una sedicenne – che ha fatto saltare sulla sedia i quattro giudici e il pubblico diventerà non tanto un successo (il che mi sembra abbastanza scontato: ha già 17 milioni di visualizzazioni su YouTube) quanto un fenomeno di vendite e di costume.

Politici fantastici e dove trovarli: Lolito Genovese, il traghettatore pontista

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Francantonio e Luigi Genovese (stampalibera.it) L uigino, Luigino, «figlio dell’amore» come cantava Venditti e come in tempi non sospetti scriveva IlMaxFactor , ma cu cazzu ti potta ? Ero così tranquillo da quando avevo deciso di non scrivere più di politica perché Cateno Laqualunque mi ha rubato il mestiere (avete visto, no? Le spara così grosse che non puoi nemmeno farci satira, perché resti sempre un passo indietro), mi dedicavo a XFactor, al basket NBA, tutt’al più al rettore Cuzzocrea – frase che, solo a pronunciarla, mi proietta indietro nel 1955 che nemmeno Marty McFly in Ritorno al futuro ­– e invece dal nulla arriva lui, Lolito Genovese, e ci mette il carico foresto: «Il ponte sullo Stretto è l’infrastruttura chiave per lo sviluppo di Messina». Ma porca puttana, Luigino, stavo pure mangiando un prelibato prosciutto di cinghiale di San Licandro... a momenti soffocavo!

XFactor: bocciato il “lodo Lodo”, ora sedate Mara

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Il fantastico Sting duetta con i concorrenti (style.corriere.it) P untata che lascia sentimenti contrastanti, questo secondo live di XFactor 12. Non fosse stato per questa rubrica, lo confesso, avrei preferito vedere la replica dei Golden State Warriors su Nba TV: innanzitutto perché con la puntata a tema (canzoni degli ultimi dodici mesi, alcune le ho dovute cercare su YouTube perché proprio non le conoscevo) mi aspettavo di farmi due... orecchie così, e poi perché la Dark Polo Gang annunciata in pompa magna come super ospite mi aveva già fatto acquistare su Amazon un kit per diventare sordo. E invece ho avuto almeno due sorprese, fors’anche tre: una brutta, cioè che Amazon Prime è un pacco e il kit non è arrivato in tempo, e due belle. Il livello complessivo delle esibizioni, molto alto, e il quasi settantenne Sting che arriva sul palco, snocciola tre pezzi che hanno venduto un miliardo di copie, si fa fare il coretto dai concorrenti che potranno raccontarlo ai nipoti e va via...