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Febbre da cavallo: Cuzzocrea, una famiglia di rettori da... Guinness

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    «Ah regà, parlamo come un cavallo stampato. Ma poi io che leggo a fà, che leggo a fà? C’ho tutto qui ne la capoccia, so’ un computer equino, a me me dovrebbero dà ’na laurea in scienze del cavallo». Er Pomata (Enrico Montesano), Febbre da cavallo   A ltro che l’arancino più grande del mondo. C’è un record ben più prestigioso per il quale Messina può aspirare ad essere inserita nel Guinness dei Primati: due rettori, Diego e Salvatore Cuzzocrea, padre e figlio, costretti entrambi a dimettersi a distanza di venticinque anni perché travolti da uno scandalo. Certo, papà Diego era di un’altra levatura: fu indagato per favoreggiamento nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio Bottari, il fatto di sangue che distrusse la reputazione dell’Ateneo peloritano e fu l’origine del “caso Messina”, e in seguito – nonostante fosse stato riconfermato con numeri “bulgari” alle successive elezioni – dovette abbandonare l’ermelli...

Catenovirus 7, the end: Messina, zona DeLuclearizzata

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Una sobria espressione di Cateno De Luca (stampalibera.it) E  così, Cateno  sinni fuìu . Dice che vuole correre per la presidenza della Regione, in realtà voleva solo levarsi dalle balle l’ombra del dissesto e ora sta  naschiando  l’aria che tira a Palermo per inserirsi nelle diatribe interne al centrodestra, con Micciché che sta facendo tutto il possibile per trombare Musumeci (cosa che gli garba piuttosto anzichenò, come potete verificare dai vecchi “IlMaxFactor”), e uscirne con un assessorato regionale. Ad affiancarlo nell’impresa, gli ultimi due esemplari di una specie protetta: le Iene sautine. Ovvero Ismaele La Vardera, che nel 2017 prese in giro Lega e Fratelli d’Italia candidandosi “per finta” a sindaco di Palermo, e ora anche Dino Giarrusso, che dopo aver lasciato Le Iene si è candidato al Parlamento Europeo come “Dino Giarrusso detto Iena” e ancora pochi giorni fa si è fatto perculare direttamente dagli ex colleghi perché continua a vestirsi con completo e ...

Università: nulla si (Cuzzo)crea, tutto si distrugge

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Il rettore Salvatore Cuzzocrea (stampalibera.it) N ei mesi scorsi, come ricorderà chi segue IlMaxFactor, commentavo negativamente il fatto che alle elezioni per la carica di rettore dell’Università di Messina fossero candidati il figlio dell’ex ermellino Diego Cuzzocrea, Salvatore, e Francesco Stagno d’Alcontres, nipote di un altro (mica tanto) Magnifico che legò – come il successore – il suo nome, e quindi quello dell’Ateneo messinese, a vicende tutt’altro che edificanti per un “tempio del sapere”. Argomentavo di non aver nulla contro i due candidati, ma facevo notare come il segnale lanciato al mondo accademico e non, da parte di un’Università più volte travolta dagli scandali proprio durante il rettorato d’Alcontres e quello Cuzzocrea, fosse per certi versi inquietante. D’altra parte, il rettore uscente era Pietro Navarra, figlio del “boss” di Medicina, Salvatore, e nipote di un boss vero, il corleonese Michele, fatto uccidere da Luciano Liggio nel 1958.