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Matteo Renzi, il piacione che non piace. Ecco perché ha vinto

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P arliamoci chiaro: Matteo Renzi non è Rutelli. Non è un piacione vero, un simpatico cialtrone come il Francesco disegnato dall’imitazione di Corrado Guzzanti (lo ricordate? Un Alberto Sordi un po’ confuso e travolto dagli eventi), ma è piuttosto antipatico, ha sempre l’aria del saputello che ti spiega come si campa e, con tutte quelle slide che mostra ad ogni conferenza stampa, mi ricorda più un venditore a una convention di Repower che non un leader politico. Matteo Renzi se la ride Parliamoci ancora più chiaro: Matteo Renzi non è Berlusconi, come oggi sul Fatto Quotidiano ammette anche il mio idolo Marco Travaglio al quale domenica notte, su La7, è partito un embolo così forte per la sconfitta che altro che Maalox, ci voleva un anticoagulante. E non è nemmeno Grillo, ovviamente. Ma è l’incubo peggiore sia di Berlusconi che di Grillo: perché li sfida sul loro terreno, quello del qualunquismo-populismo che tanta presa abbiamo visto fare sull’elettorato italiano, ma in aggiun...

Il Piano Marshall: titolare ai Lakers e All Star. Accetto scommesse

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Kendall Marshall, chi era costui? “Il miglior passatore che io abbia allenato in 24 anni”. Era l’11 novembre del 2011. Sul ponte della USS Vinson, la portaerei della Marina Kendall Marshall, playmaker dei Los Angeles Lakers americana sulla quale era stato trasportato il corpo di Osama Bin Laden ancorata nel porto di San Diego, alla presenza di 7 mila spettatori, di un migliaio di marinai e del presidente Barack Obama si giocava il primo “Carrier Classic”, una specie di partita inaugurale della stagione del basket NCAA tra due delle favorite del campionato: North Carolina e Michigan State. North Carolina, in quella stagione 2011/2012, era stata indicata praticamente da tutti (62 voti su 65) come la numero 1 nei pronostici prestagionali in forza di un quintetto assolutamente incredibile per talento, atletismo e forza fisica: tre levrieri immarcabili (Reggie Bullock, John Henson, Harrison Barnes), un lungo solido come Tyler Zeller e la sapiente regia di Kendall Marshall, fr...

Poz, Kidd, Rose e Collins: storie di point guard (anzi, di playmaker)

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E’ una di quelle parole inglesi che abbiamo trascinato a peso nella lingua italiana senza sapere quale fosse il loro vero significato. Tanto che da loro – intendo in America – “playmaker” è l’atleta in grado di fare le giocate decisive mentre il ruolo che noi definiamo così è quello di “point guard” (guardia, ovvero esterno, che gioca in punta, quindi fronte al canestro avversario). Tuttavia, non è più tanto raro che la “point guard” sia il “playmaker” della squadra, ovvero che decida le partite; il suo ruolo di spalla, di comprimario così com’era disegnato dal basket tradizionale, nel quale – pur con eccezioni – il play si limita a passare la metà campo palla in mano e innescare con il passaggio i compagni, si è enormemente evoluto e oggi sono davvero tanti i “numeri 1” (altra definizione del ruolo sul parquet) migliori realizzatori delle loro squadre o comunque più votati al tiro o alla penetrazione che non alla distribuzione del gioco. E anche se questa regola di fatto no...

Questo buffone di sindaco mi sta proprio sul culo

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E sì, questo buffone con la maglietta e i sandali che hanno eletto sindaco di Messina mi sta proprio sul culo. Prima di cambiare mestiere e intraprendere la mia attuale occupazione ero un imprenditore edile, e mi ero perfettamente integrato nel sistema degli appalti pubblici: partecipi a una gara, offri il 40 per cento di ribasso, ti aggiudichi i lavori sottocosto e poi ti metti d’accordo con il direttore dei lavori e i politici e a colpi di varianti in corso d’opera ci guadagni ugualmente un pacco di soldi. Bei tempi, erano quelli. Poi è finita la Prima Repubblica e io aspettavo come la manna dal cielo l’apertura dei cantieri del Ponte: un esproprio, un movimento terra, una colata di cemento e per quindici anni s’incassava, chi se ne frega del “dopo”. Arriva questo Zeus dei poveri, sale sul Pilone sventolando uno striscione con uno slogan del cavolo, “No Ponte” (che poi sarebbe “No al Ponte”, ma l’ignoranza…), e ti monta un gran putiferio fomentando la protesta di tutti i ...